sabato 21 novembre 2009

Nel nome di Woodstock



Una simpatica rievocazione, ieri sera, nel nome di Woodstock, con musica e immagini sul video di quei lontani eventi, in Second Life. Sappiamo che è passata una vita, praticamente due generazioni, ma quello che è stato il '68 nessuno lo legge più neanche sui libri. Ho provato a chiedere agli astanti chi fosse, secondo loro, quel musicista nero che strimpellava la chitarra elettrica. Ho dovuto cercare i link su Youtube per passarli. Intendiamoci, io non ero a Woodstock, nè ho vissuto direttamente quell'epoca, ma nella mia infanzia c'era l'eco di una rivoluzione, politica e culturale, che è stata abortita ogni volta che qualche tentativo, a volte tragico o maldestro, è stato fatto di sviluppare quegli ideali. In fondo, è stata una rivoluzione sottile, che ha lasciato tracce ancora da sviluppare. Da dove ripartiamo...?

sabato 31 ottobre 2009

Dal Virtuale attuale ad un futuro senza limiti.


Intervistiamo questo mese Giovanni Boccia Artieri, uno dei maggiori esperti italiani di Mondi Virtuali, docente di new media all'Università “Carlo Bo” di Urbino. Gli chiediamo di aiutarci a capire se le attuali esperienze sui mondi virtuali possono essere l'inizio di una nuova era.

 AquilaDellaNotte Kondor: Giovanni, grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei cominciare con una domanda preliminare. Che cos'è un mondo sintetico, dal punto di vista sociologico? Che cos'è Second Life?

Giovanni Boccia Artieri: SL è un mondo di interazioni fra corpi costruito dagli utenti. L’accento lo metterei sulla corporeità dell’esperienza perché ci troviamo di fronte ad una variante della comunicazione mediata che consente sincronia contestuale "fisica" della comunicazione e una sua nuova territorializzazione, SL dà corpo alla comunicazione mediata, e non è un fatto secondario secondo me.
AquilaDellaNotte Kondor: vuoi dire che l'avatar fa la differenza rispetto ad altre modalità di interazione in rete?
Giovanni Boccia Artieri: a mio parere l'avatar di SL sì, c'è una componente biocognitiva chiamata in causa che è molto forte, si ristruttura una relazione fra corpo-fuori e corpo-dentro, nell'interazine con altri corpi-avatar.
AquilaDellaNotte Kondor: e cosa può mai rappresentare una figurina di pixel per avere tanta importanza? è questo un punto chiave Giovanni. Vuoi forse dire che anche tu, come me e come altri, ritieni che si inneschi una sorta di "autoidentificazione" tra noi e il nostro Avatar?
Giovanni Boccia Artieri: sai meglio di me che il processo di costruzione dell'avatar è un percorso di personalizzazione dell'esperienza di vita in SL e che su questa "figura" attacchiamo emozioni e sentimenti forti.
Basti pensare alle diverse forme di auto-celebrazione dell'estetica e del vissuto del proprio avatar, celebrate in molte operazioni artistiche. E' un processo complesso, in relazione al nostro avatar esiste un rapporto circolare: ci osserviamo osservare il mondo in SL, le nostre performance ci attraggono e questo permette di sviluppare meccanismi di riflessività emotiva e conoscitiva interessanti.
AquilaDellaNotte Kondor: è questa quindi la vera novità. Forse questo rappresenta un primo passo verso la formazione di una realtà virtuale più "reale", non trovi?
Giovanni Boccia Artieri: personalmente, al di là di forme patologiche o di giochi di ruolo dichiarati, nei mondi online si "gioca" e si mette in gioco" la propria identità. E' reale, sono reali i sentimenti e i processi cognitivi che si sviluppano in world, non trovi?
AquilaDellaNotte Kondor: certamente, condivido. Tuttavia.....
Giovanni Boccia Artieri: per dirla in modo forbito, indipendentemente dal livello di consapevolezza circa il tipo di realtà che viviamo, sia essa quella “reale” oppure quella chiamata da alcuni “virtuale”, ogni realtà vissuta pregiudica allo stesso modo le dimensioni emozionali della nostra esistenza psichica.
Per questo motivo la realtà di SL va considerata seriamente: perché è capace di alimentare la nostra sfera biopsichica e di diventare un fattore sistemico nella realizzazione culturale delle nostre vite, perché acquisiamo così la capacità di generare delle vere trasformazioni culturali.
AquilaDellaNotte Kondor: tuttavia, dicevo, siamo ancora ad una forma primordiale di "immersività" basata soprattutto su aspetti psicologici, la virtualità è appena alle prime armi. In parole povere... l'interfaccia e il modello di interazione sono ancora da sviluppare...
Giovanni Boccia Artieri: ovviamente rispetto alle promesse immersive della Realtà Virtuale, dove la fisicità era "informata" dalla e nella macchina, siamo ai primordi, ma l'esperienza culturale che stiamo facendo attraverso un mezzo tutto sommato semplice di immersione è fondamentale. C'è anche una componente di intrattenimento in sl, siamo intrattenuti dal nostro avatar e dalla possibilità di sperimentare quelle vite immaginate che da spettatori mediali abbiamo imparato a frequentare siamo madame Bovary! Dipende dalle competenze nel costruirsi in quanto avatar. Dire che si sperimenti con la dimensione del gioco è interessante proprio se pensiamo a quante land siano di gdr.
AquilaDellaNotte Kondor: Le interazioni sociali che si creano, sono vere, o in qualche modo "irreali" ? E' una forma di gruppo vera e propria o è viziata dalla simulazione? Insomma, è vera o finta?
Giovanni Boccia Artieri: Guarda, riflettere sulla comunità è la cosa più importante per sl. La comunità e il senso di comunità si fondano sull’appartenenza ad un progetto/luogo, sulla quotidianizzazione della relazione e sulla dinamica performativa di eventi come occasioni aggreganti.
La condivisione di interessi da parte dei membri di una comunità è infatti la condizione necessaria per la sua costituzione ma non sufficiente a creare e sostenere un forte senso di comunità. Il senso di comunità si sviluppa invece attraverso diversi processi sociali : le forme di espressione (il parlare della propria comunità), l’identità (il senso di identità di gruppo condivisa), la relazione (le relazioni ed interazioni con gli altri membri della comunità) e le norme (le regole e le convenzioni del vivere insieme).
AquilaDellaNotte Kondor: secondo te Giovanni.....possiamo ritenere che l'evoluzione di una comunità in RL o SL segua sempre alcune linee evolutive , per così dire, "standard"?
Giovanni Boccia Artieri: in SL dipende dalle regole di sviluppo di ogni comunità, dalla gestione delle forme di relazione attraverso la mediazione della comunicazione e dalla progettazione dell'ambiente. Mi sembra che oggi il punto focale sia relativo alla progettazione degli ambienti "per" l'interazione della comunità in sl.
AquilaDellaNotte Kondor: parlo anche dei rapporti umani, in cui contano soprattutto le personalità proprie degli individui, che sono dietro l'avatar.
Giovanni Boccia Artieri: si, lo so... ma credo che le ambientazioni e le loro regole siano centrali, La personalità dell'avatar dipende molto dalle competenze interne al gruppo e al mondo. Competenze proprio "fisiche" di saper interagire con l'ambiente, performare con il proprio avatar, ecc. Una vera differenza che mi sembra di rilevare nelle comunità in SL è che la struttura molto spessa è tribale di stampo classico, con una gerarchia interna (spesso implicita).
AquilaDellaNotte Kondor: insomma, la "seconda vita" o chance, non esiste? anche se c'è gente che si "sposa" o crea nuove iniziative? parlo di relazioni personali o addirittura affettive
Giovanni Boccia Artieri: esistono delle esperienze diverse che puoi fare, chances da giocare ma che poi trovano una relazione con la "prima" vita. Abitare i due mondi deve trovare forme di compatibilizzazione. Non a caso si parla del diritto dell'avatar, ecc. Il fatto che ci si sposi, si creino legami... non necessariamente fa parte di un'altra vita ma di un altro modo di fare esperienza di vita, non so se riesco a spiegarmi.
AquilaDellaNotte Kondor: quindi, è solo un'estensione della nostra RL con altri mezzi, non una seconda vita vera e propria. Insomma, siamo sempre noi....
Giovanni Boccia Artieri: Ci troviamo di fronte ad un'umanità che sta imparando ad abitare i media (SL, ad esempio) e a sviluppare la sua vita anche attraverso questi ambienti che consentono di fare esperienze autentiche, il che non toglie il fatto che ci sia chi si nasconde, lo usa in modo distorto ecc.
AquilaDellaNotte Kondor: Secondo alcuni siamo all'alba di una nuova forma di sviluppo della socialità umana, siamo appena all'inizio. Forse potremo in futuro viaggiare tra le stelle col nostro avatar, senza spostare i nostri poveri corpi. Che ne pensi, sono fantasie?
Giovanni Boccia Artieri: Quella della "uscita" dal mondo è una fantasia antropologica che abbiamo imparato ad usare con la fantasia, dapprima. Avere familiarità con un secondo corpo può essere utile. Sicuramente a continuare a sognarci.
AquilaDellaNotte Kondor: Allora continueremo a sviluppare i nostri sogni, perchè, in fondo questo ci aiuta anche nella vita di ogni giorno. Non è per questo che abbiamo creato le divinità e i paradisi?
Giovanni Boccia Artieri: sì, poi siamo passati a diventare déi di piccoli mondi. In fondo quello di SL è il sogno del demiurgo, l'owner è come un dio.
Terminiamo l'intervista a Giovanni Boccia Artieri con un piede nella realtà di oggi, i primi passi nei Mondi Virtuali, ma con la mente ad un futuro che può portarci molto, ma molto, lontano.

sabato 3 ottobre 2009

L’anarchia al servizio della creatività: il caso della land di Vulcano.


L’esperienza che vogliamo raccontare ai nostri lettori riguarda la storia di una land piuttosto singolare, nel panorama delle esperienze nate e sviluppatesi in questo scorcio di storia dei mondi virtuali italiani. La land di Vulcano (http://slurl.com/secondlife/Vulcano/129/126/32).
L’idea di creare uno spazio libero di sperimentazione, utilizzando un ambiente virtuale appositamente creato in Second Life, venne, ad inizio del 2007, a David Orban (il co-fondatore del Singularity Institute Europe, e della sua affiliazione italiana http://singinst.it/index.php/Main_Page). Per chi fosse interessato a conoscere il pensiero di David Orban forniamo il link al suo blog http://www.davidorban.com/it/ e ad una sua intervista a Estropico.com (http://www.estropico.com/id320.htm).
La creazione di Vulcano diede cittadinanza a quanti, non appartenenti ad un progetto o ad una community “tradizionale”, avevano idee e voglia di sperimentare diverse soluzioni innovative nell’ambiente virtuale di Second Life. Builder, scripter, artisti, chiunque avesse desiderato avere uno spazio a disposizione per cimentarsi nelle realizzazioni pratiche, e verificare la bontà delle proprie idee e le proprie capacità, avevano trovato un luogo libero e senza condizioni particolari di adesione in cui lavorare.  Nessuna idea preconcetta, nessun vincolo, solo libero sfogo alla creatività. Le uniche regole vigenti erano il limite di prims assegnate ad ogni “progetto” (52 prims, ma nel caso di veri e propri progetti il limite dei prims concesso saliva a 125) e un minimo di organizzazione necessaria a gestire gli spazi e le opere messe in cantiere. Ma, soprattutto, le modalità operative sono lasciate al buon senso ed al rispetto massimo per gli altri Vulcaniani.
L’attività di costruzione di oggetti, semplici all’inizio e poi, via via sempre più complessi, oltre che mettere alla prova le capacità artistiche dei protagonisti, sono anche un’occasione di confronto e di aggregazione, fornendo quindi i presupposti per la costituzione di una comunità sempre più numerosa. Molti sono infatti i builder e gli scripter di Second Life che si sono “fatti le ossa” a Vulcano, dando così vita a quello che qualcuno ha chiamato “Lo spirito di Vulcano”. Questa capacità creativa è, in fondo la vera innovazione di SL rispetto ai mondi virtuali precedenti. La capacità di popolare un mondo creando territori, strutture fisse e persistenti, manufatti, sono il presupposto stesso del successo di Second Life, il substrato strutturale per favorire la nascita e lo sviluppo di comunità.
Man mano che la community cresce l’esigenza di creare un punto di aggregazione e di accoglienza per quelli che investono il proprio tempo e le proprie risorse creative su Vulcano si faceva sempre più pressante, nasce quindi l’idea di un progetto di aggregazione chiamato “Pyramid Cafè”, una delle iniziative più indovinate e che costituisce tuttora un ritrovo stabile per i frequentatori della land (http://thepyramidcafe.ning.com/). L’inaugurazione di Pyramid risale all’inizio di gennaio del 2008, come locale pubblico senza fini di lucro, che, partendo da Kastalia, si estendeva a Vulcano e Lipari, favorendo nella comunità il suo senso di appartenenza e, ad oggi, Pyramid Cafè è ormai diventato un punto di riferimento noto in tutta la SL italiana.
Da allora, molteplici sono state le iniziative artistiche e culturali organizzate fino ad oggi, tra cui l’ospitalità data alla “Galleria Szczepanski” che ospita interessanti e frequentate mostre artistiche.
La comunità di Vulcano non ha mai avuto un vero e proprio staff di gestione, ma tutto si è svolto all’insegna dell’autoregolamentazione, fatto salve alcune funzioni indispensabile, come quelle dei “cleaner” (coloro che ripulivano gli spazi dai prims lasciati inutilizzati o eccedenti) o gli helper.
Da un’idea innovativa, nata da un solo uomo, David Orban, si è andata quindi sviluppando un’intera comunità creando un luogo di confronto e di sperimentazione, fino ad arrivare a metà 2008, momento in cui David Orban chiede alla community di prendere in carico la gestione della land in toto, visti gli innumerevoli impegni professionali. Si apre quindi una discussione tra i “Vulcaniani” sia sugli strumenti organizzativi da mettere in atto, che sulle modalità di finanziamento. Questa discussione va avanti per mesi, mentre, nel frattempo, l’onere gestionale rimane a carico di un sempre disponibilissimo David Orban. A fine 2008 la questione si fa indifferibile.
Questa discontinuità, rappresenta una vera e propria scommessa evolutiva, di come cioè una comunità nata anarchica, si sia prima date alcune regole elementari, con un’organizzazione sociale di tipo “tribale”, dal punto di vista sociologico, e poi, di fronte alla necessità di sopravvivere, si trovi costretta a raggiungere un livello di organizzazione sociale più elevato ed autosufficiente.
Il problema principale, oltre alla necessità di creare una  stabile struttura organizzativa, è sicuramente quello economico, il reperimento delle risorse necessarie a pagare la land e le spese di mantenimento. A metà 2009 questo problema sembra in fase di risoluzione, con l’intervento di alcuni contributori fissi, e di una specie di autotassazione dei residenti. Quello che invece non si è riusciti a fare, forse perché proprio “contronatura” per i Vulcaniani, è l’avvio di attività commerciali basate sul building, che producessero anche un reddito, aiutando quindi la causa.
Ma siamo certi che le difficoltà di autogestione, che rendono sempre difficile la sopravvivenza di una iniziativa del tutto “non commerciale”, non legata cioè ad alcun business, ma avente uno scopo meramente culturale, saranno sempre tante e di difficile risoluzione.
In fondo, ripercorrendo il cammino quasi Darwiniano fatto finora, si è assistito ad un vero e proprio esperimento sociale che, partendo dalla forma anarchica iniziale, e passando dalla fase “tribale” a quella dell’autogestione, sta conducendo infine ad un sistema più stabile ed equilibrato.
Siamo in ogni caso convinti che “Lo spirito di Vulcano” prenderà sempre il sopravvento, anche nei periodi di crisi e di passaggio evolutivo tra le varie forme organizzative, e guiderà finalmente questo esperimento, unico nel suo genere, ad una stabilità finora solo sognata dai suoi fondatori.
Chissà che un giorno possa realizzarsi, anche grazie a queste sperimentazioni, l’auspicio di David Orban che riprendiamo dall’intervista su citata: “Il metaverso potrà rappresentare, a mio avviso, un importantissimo punto di incontro tra esseri umani tradizionali e le entità postumane. Sarà in questo senso una palestra di allenamento di conflitti e collaborazioni e, magari, permetterà la definizione delle regole di una pacifica coesistenza nel mondo fisico stesso”.
Non ci resta che seguire le evoluzioni in atto, anche se non saremo certamente noi a vederne i risultati, ma, forse, i nostri nipoti. Questo, almeno, nelle nostre speranze. Arrivederci al prossimo progetto.
AquilaDellaNotte Kondor. Roma, 30 agosto 2009

martedì 1 settembre 2009

Second Life è morta, viva Second Life...

Qualche giorno fa sono intervenuto in una discussione aperta da Biancaluce Robbiani, e seguita ad un articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 26 agosto scorso, riguardante la presunta eutanasia, almeno in Italia, di Second Life. Articoli come questo appaiono legittimamente, in maniera ricorrente, ad illustrare una mancanza di attenzione da parte dei media sul mondo virtuale della Linden, e sulle aspettative tradite da parte di questa piattaforma, dopo i travolgenti successi iniziali.
Ebbene, l'articolo è stata l'ennesima occasione, per una nutrita schiera di difensori nostrani di Second Life, per spiegare che Second Life non è affatto morta, citando tutte le belle cose che in Italia si sono fatte, e si continuano a fare, e per contraddire le argomentazioni del giornalista.
I commenti, più o meno sdegnati, sono, alla data, più di 120, segno dell'interesse suscitato e del fatto che gli argomenti giornalistici hanno colto nel vivo.
Le mie osservazioni, evitando una difesa d'ufficio, sono state due:
1) In Italia non si investe in innovazione. Nessuno, nè i privati, nè tantomeno le Istituzioni, tirano fuori un euro per la ricerca. Nè per quella sulle fonti rinnovabili, nè per la ricerca contro il cancro (siamo costretti ai vari, meritevoli, Teleton per andare avanti), nè per quella sulla riduzione dei gas serra o per il ciclo integrato dei rifiuti. Sarebbe quindi velleitario pretendere budget da investire in soluzioni di avanguardia riguardanti le nuove piattaforme tecnologiche. Siamo alle battaglie di base per superare il digital divide. Chissà quando si riparlerà di investimenti, in un paese che ha perso tutte le sue tecnologie di punta, chiudendole o svendendole, ad eccezione dell'auto e della moda.
2) Non dobbiamo paragonare l'evoluzione dei mondi virtuali alle mode passeggere, alla stregua di Facebook o di Twitter. Se allarghiamo lo zoom della nostra visuale, guardando il panorama internazionale, vediamo che le esperienze sull'utilizzo dei mondi virtuali si susseguono e che non vi sono ostacoli veri e propri, se non un'ancora limitata usabilità dell'interfaccia e la necessaria esperienza che solo il tempo potrà sedimentare. Occorre ragionare quindi sui lunghi periodi.
Queste due semplici osservazioni vogliono riportare nell'ambito di una "naturale" evoluzione quanto succede, anche in casa nostra, in relazione alla crescita dell'impiego dei mondi virtuali nelle diverse applicazioni. Quindi, più che una difesa di ufficio, quello che in Italia non siamo mai riusciti a fare, e forse purtroppo non faremo mai, è una messa a fattor comune di esperienze, idee e progetti veri e propri.
Come mai, ogni volta che si discute di questi temi, ognuno si alza a difesa del proprio orticello, portando la bandiera della propria comunità o del proprio contributo, piccolo a piacere, e non si tende mai, salvo rare eccezioni (ci sono stati progetti riuscitissimi nella SL italiana), a creare aggregazioni più vaste, un coordinamento su scala nazionale che metta a fattor comune quel poco o tanto che siamo in grado di fare con le nostre limitatissime risorse? Una specie di Federazione nazionale dei Virtual Worlds. Ricordo un paio di tentativi fatti negli anni passati, e decaduti ai primi passi, per la nostra innata incapacità di lavorare in team.
Quando cominceremo a pensare in termini di comunità nazionale, invece di portare ognuno la propria bandierina?
Mi rendo conto che questo discorso va ben al di là della discussione sui mondi virtuali o sull'innovazione, e riguarda i difetti propri della nostra comunità nazionale. Ma ognuno deve portare, a mio modesto parere, il proprio mattoncino alla costruzione di uno spirito collaborativo più vasto. Quindi non sono affatto pessimista per il futuro, ma eviterei di guardarci l'ombelico e di piangerci addosso.
Non facciamoci impressionare dalle mode passeggere e dalle critiche ricorrenti. Ragioniamo sui tempi lunghi e cerchiamo di allargare le esperienze di collaborazione.
Credo sia questa la chiave per rimetterci in carreggiata, dopo la sbornia iniziale ed il conseguente sgonfiarsi della bolla. Un caro saluto a tutti.

domenica 23 agosto 2009

Worlds Hunters (English version)


The Worlds Hunters group has, finally, a web site on which to publish all pictures gathered up to now.
The web site, on which we will insert all the material, is, at the moment, only a prototype and will evolve with a progressive and incremental development.
We remember that the mission of this group is to gather the pics of all the most interesting lands in Second Life, in a period of very fast evolution.
This idea was born with the consideration that in this chaotic period of transformation, a lot of wonderful graphics and architectonics creations has the risk to disappear forever.
A further mission, at the moment not yet developing, will be the opening of a serious discussion about the architechtonic creations, their scope and utilization. But about this argument, lots of more qualified authors are working from long time, even less the results of this discussions has not yet reached a very large public.
At the moment, the mission of gather the pics on several lands, is a very difficult mission requiring the work of many phothographers and lovers of SL.
Everyone has some pics on interesting lands can contact us for the publication (with the indication of the link, of course).
We hope other photographers will join us in this mission, everyone with his own time he wish (very few usually..). This project was born as teamwork and we wish to develop it in this way.
In the meantime, the work will go on.

The web site as the following URL:

http://www.worldshunters.com/

Leave there all suggestions, new ideas or critics you wish. They all will be useful for our mission.

An hot greeting in this very hot August.
Bye.

Worlds Hunters


Il gruppo dei Worlds Hunters ha finalmente un sito di riferimento su cui raccogliere il materiale prodotto finora. Il sito, che consideriamo ancora un prototipo, avendo un obiettivo di sviluppo "incrementale", raccoglie il materiale fotografico sulle land finora documentate. Vi ricordo che il gruppo è nato con l'intenzione di raccogliere materiale illustrativo sulle land più interessanti del mondo virtuale, in un periodo di veloce trasformazione. L'idea è nata infatti dalla constatazione che i cambiamenti in atto, di proprietà, di obiettivi, o, semplicemente, di interessi, stanno facendo scomparire notevoli creazioni grafiche ed architettoniche da questo mondo in rapidissima evoluzione.

Abbiamo quindi l'obiettivo di raccogliere il materiale grafico che serva a conservare le migliori immagini di Second Life. Obiettivo ulteriore, per ora non ancora accennato, sarà quello di aprire una discussione sulle forme creative, e sugli scopi e gli utilizzi, di tali realizzazioni virtuali, ma su questo terreno, molti, più qualificati di noi, stanno già lavorando, solo che i frutti stentano a vedersi.....

Per il momento, già la missione di documentare, e di ricavare dei criteri condivisi di "qualità" delle land, è impresa ardua e di faticosa gestazione. Speriamo sempre che altri fotografi e appassionati si uniscano a noi nella raccolta e nella classificazione delle immagini. Li aspettiamo a braccia aperte, mentre, nel frattempo, il lavoro andrà sempre avanti. Chiunque abbia materiale interessante e sia disponibile a farlo pubblicare (con relativa citazione della fonte, naturalmente), può contattarci. Questo progetto è nato come lavoro di gruppo, e vogliamo lo diventi sempre di più.

Il sito lo trovate al seguente indirizzo:

www.worldshunters.com

Lasciate idee, suggerimenti, o anche critiche. Saranno tutte bene accette e ci aiuteranno nel lavoro che abbiamo avviato.
Prego tutti gli appartenenti al gruppo su Facebook di iscriversi anche, nel caso abbiano un account, al relativo gruppo SL, ne verrà facilitata la comunicazione in world.
Un saluto "caldo" in questo agosto africano....

Ciao a tutti.

domenica 12 luglio 2009

The Future Project




Questa sera alle 22.00 ora italiana 1.00 PM SLT, si inaugura una mostra presso la land "Center of Future Project Erato of CCaerleon (115, 132, 400), una mostra di opere di 10 artisti:


AL LURTON

BLUE TUSKI

CAE SANDS

FRAN BENOIR

MARYVAZHORA4PROJECT MELODY

QUADRAPP LANE

SABRINAA NIGHTFIRE

SHELLINA WINKLER & SOLKIDE AUER

WHITE LEBED


La mostra ha, naturalmente, come tema il futuro attraverso la visione di questi artisti del nostro immaginario. Tra gli artisti che espongono, i nostri Solkide Auer e Shellina Winkler non sono nuovi ad esperienze internazionali, e si sono ormai conquistati un posto tra i creativi più interessanti affermatisi nell'ambito delle esperienze nate all'interno dei mondi virtuali.

Credo che la mostra, a giudicare da quanto ho visto, avrà un grande successo. Le immagini le trovate sul mio Flickr (http://www.flickr.com/photos/30130378@N05/)

In bocca al lupo agli artisti e agli organizzatori.